Nel mezzo del cammin…Infernot dantesco

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19.06 – ore 21.00 La Casaccia, Cella Monte – € 5

Via Dante Barbano, 10, 15034 Cella Monte (AL)

I più famosi canti dell’Inferno dantesco e le citazioni sul Monferrato*, in un intrigante connubio tra musica e letteratura, a lume di candela nelle antiche cantine della Casaccia

DSC00853*Casale è una delle città più citate da Dante che non conosce il Piemonte ma conosce il Monferrato. Ubertino da Casale è uno dei riferimenti di Dante.

Elena Zegna – voce recitante
Ubaldo Rosso – flauti

Dulcinea, vino da uve passite – La Casaccia


la casaccia infernot-2infernot coloriUna lettura-concerto, dal titolo “Nel mezzo del cammin di nostra vita…”, concepita alternando alcuni canti dell’Inferno
dantesco, a bra
ni per flauto, tratti dalla produzione del Seicento e del Novecento.

La lettura dei canti più celebri dell’Inferno della Commedia di Dante a partire dall’incipit per proseguire con i personaggi più noti, Caronte, Paolo e Francesca, Ciacco, Ulisse, il Conte Ugolino, si alterna e a tratti s’intreccia all’esecuzione di suggestive pagine musicali di compositori di epoche diverse, eseguite su più modelli di flauto con timbriche differenti. La ricerca musicale di un’affinità sensoriale con i versi di Dante potenzia la carica emotiva del testo. La discesa nel buio ovattato nelle secolari cantine La Casaccia, con la sola fiamma di una candela, contribuirà a creare l’atmosfera dell’Inferno dantesco. Un viaggio di un’ora tra poesia immortale e musica evocativa.


Il programma rivolto al flauto (per meglio dire ai flauti, considerando i tre secoli che separavano i due differenti gruppi di composizioni), si apre con brani dell’olandese Jacob van Eyck (ca. 1590-1657), appartenenti a Der Fluyten Lust-hof (Il giardino delle delizie del flauto), formato da due volumi, concepiti fra il 1644 ed il 1656, che costituiscono la più corposa raccolta, destinata ad uno strumento solista, che sia mai stata scritta in tutta la storia della musica.

La parte novecentesca inizia invece, con Enchantement del torinese Paolo Minetti (1961), seguito da Impression capricieuse di Stefan Kisielewski (1911-1991), figura eclettica di compositore, scrittore e politico polacco. Si prosegue con Nonephon del milanese Roberto Lupi (1908-1970), la cui notorietà si deve al pezzo “Armonie del pianeta Saturno”, con il quale si chiudevano le trasmissioni della RAI di un tempo, Introduction di Makoto Moroi (1930-2013), figlio d’arte in quanto il padre Saburo è stato uno dei compositori giapponesi di maggior prestigio.

La scuola francese è rappresentata da Jacques Ibert (1890-1962), con Pièce, composto nel 1936 per il celebre flautista Marcel Moyse, durante un ricevimento all’ambasciata francese a Praga, e da Edgard Varèse (1883-1965), parigino in seguito divenuto cittadino americano, autore di Density 21.5 (1936), dedicato al transalpino Georges Barrère in occasione della presentazione del suo nuovo flauto, costruito in platino (elemento la cui densità è pari a circa 21,5 g/cm³).

Chiusura affidata al Canto della solitudine da Tre pezzi per flauto solo (1962) del cuneese Giorgio Federico Ghedini (1892-1965), autore contraddistinto da uno stile che derivava da una sapiente fusione fra linguaggi moderni ed echi rinascimentali e barocchi.


Elena Zegna

Elena Zegna attrice e docente si è laureata in Storia del Teatro presso l’Università di Torino. Ha studiato recitazione con M. Scaglione; si è perfezionata come speaker e in lettura poetica presso il Centro di dizione e fonetica di I. Bonazzi e in doppiaggio presso il C.T.A. di Milano. Ha realizzato spettacoli teatrali e reading musicali presso importanti teatri torinesi tra i quali Carignano, Alfieri, Gobetti, Piccolo Regio. E’ stata speaker pubblicitaria per la Giorgio Risi e doppiatrice presso la Merak Film di Milano, è presentatrice e voce recitante in occasione di vari eventi. Tiene corsi di recitazione, comunicazione e formazione docenti per la Provincia di Torino, di lettura espressiva e public speaking; insegna presso le Biblioteche Civiche nell’ambito del progetto Nati per leggere. Partecipa, come lettrice, a premiazioni di concorsi letterari e alla presentazione di libri di narrativa, di poesia e di teatro. Recita come voce narrante in letture-concerto con pianoforte, arpa e flauto; ha partecipato, con vari programmi di poesia e prosa, a rassegne di musica e letteratura su territorio nazionale, in particolare in Piemonte per il Circolo dei Lettori, il Circolo della Stampa, l’Associazione Mythos, il Circolo Eridano, l’Associazione Orpheus, l’Unione Industriale, il Salone del libro, il Castello del Roccolo, la Certosa Reale di Collegno, la Sacra di San Michele, Festivalstoria, l’Accademia Filarmonica. Si è esibita a Genova presso Palazzo Rosso, a Viterbo presso l’Università La Tuscia, all’isola d’Elba a Campolofeno, in Trentino, Veneto e Friuli per importanti rassegne musicali, in Abruzzo con Ensemble900, a Monopoli per Apuliantiqua.

Ubaldo RossoUbaldo Rosso si è diplomato al Conservatorio di Genova sotto la guida di Glauco Cambursano. È stato primo flauto dell’orchestra dei Pomeriggi Musicali di Milano e ha collaborato con il Teatro alla Scala di Milano, l’Orchestra della RAI di Torino e l’Orchestra della RTSI di Lugano. Si è dedicato con particolare passione alla ricerca e allo studio della musica antica su strumenti d’epoca, partecipando a corsi e seminari in tutta Europa, e alle lezioni di Barthold Kuijken, Simon Preston e Oskar Peter alla Schola Cantorum Basiliensis. Vincitore di una borsa di studio del British Council, ha conseguito il Diploma di Merito alla Guildhall School of Music di Londra con Simon Preston. Ospite di importanti istituzioni e festival nazionali e internazionali, si è esibito in concerto in Italia e in tutta Europa, oltre che negli Stati Uniti, in Messico, Canada e Malesia. Ha registrato opere per flauto di Mozart e le Sei Sonate op. 91 di J.B. de Boismortier; con l’Ensemble Astrée ha inciso alcuni CD dedicati a musiche di Felice Giardini, Tomaso Giordani e ai Concerti da camera di Antonio Vivaldi. È docente di flauto al Conservatorio di Cuneo.